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  • Giorgio Checchi

Sono giovani, sono bravi e sono anche bresciani.

Aggiornamento: ott 29

Un pò di orgoglio per il proprio campanile ci vuole e in questi giorni ci sono anche le motivazioni, sicuramente dai miei post più sotto si evidenzia una situazione per quanto riguarda la caffetteria in Italia, non proprio idilliaca.


Che il mondo del caffè italiano sia arretrato rispetto all'evoluzione di altri paesi è per noi del Checchi una realtà, talmente difficile da far comprendere che a volte sono sopraffatto e lo sconforto mi induce ad abbandonare questo percorso.


E' di qualche giorno fa il mio ennesimo tentativo di spiegone sul fatto che il caffè "normale" non esiste, semplicemente perché non ti sogneresti mai di ordinare una piatto di pasta normale, una pizza normale o un vino normale. L'esito è stato catastrofico dopo essermi profuso in spiegazioni, con un cliente che ha bevuto un nostro Colombia, aver spiegato la provenienza, la tostatura e la preparazione e averlo sentito dire … è diverso, ma è buono ... cosa pensate abbia fatto una volta uscito dal locale?


Esatto, la più infame delle cose una recensione da una stella proprio sul caffè!

Sono in situazioni come questa che mi viene voglia di mettere una miscela qualunque, una attrezzatura economica e servire del caffè bruciato e mal estratto, tanto l'unico desiderio è d'ingurgitare una tazzina di una bevanda amara, ricolma di zucchero, preparata in fretta e furia senza il benché minimo sentimento, ma sopratutto che costi 1 euro.


Poi ci penso e dico no!


I clienti del Checchi meritano di più, meritano impegno, studio e ricerca e sopratutto meritano l'opportunità di bere un caffè unico nel suo genere, che non troveranno in altri posti. Fra vent'anni quando anche nel mondo del caffè si potrà scegliere con consapevolezza un espresso fatto con tutti i crismi, penserai a me anzi al Checchi che ha portato avanti con costanza e perseveranza la sua battaglia per un caffè migliore.


In questi giorni la carica emozionale aumenta, infatti si stanno svolgendo a Milano durante la fiera internazionale di Host i campionati del mondo di caffetteria. Eh già, in caffetteria fanno anche i campionati del mondo e se non lo sapevi nessun problema, lo sanno in pochi.


Nel mondo del caffè questa è l'unica vera gara che viene svolta, non esistono sigle diverse nelle quali ognuna elegge il proprio campione esiste un solo campione del mondo di quella categoria e sono 7 le specialità ben distinte fra loro:


  • Barista, la capacità di preparare espressi, bevande al latte e bevande al caffè alla perfezione

  • Brewers, la tecnica con cui si estraggono i caffè filtrati

  • Cup tasting, il metodo con cui si valutano le tazze alla ricerca di caffè senza difetti

  • Rosting, la tecnica di tostatura del caffè verde

  • Latte art, l’arte di decorare le bevande al latte

  • Coffe in good spirits, l’abbinamento del caffè alle bevande alcoliche

  • Ibrik, una tecnica di preparazione del caffè antica e sofisticata


Tutto inizia con le selezioni in giro per l’Italia che danno l'opportunità a 12 persone di accedere alla gara finale che si tiene al Sigep di Rimini e che incorona il campione italiano di ogni categoria.


L'ultima si è svolta a gennaio 2020 (poi tutto si è bloccato a causa Covid) e sono stati consacrati due bresciani in vetta a due importanti categorie, Daniele Ricci in gara baristi e Fabio Dotti in gara cup tasting (nel 2018 un altro bresciano, Davide Cavaglieri, si era aggiudicato il titolo di campione nazionale baristi).


Entrambi questi ragazzi sono molto giovani e amici del Checchi da anni, li abbiamo visti partecipare più volte alle finali, ma solo nel 2020 entrambi si sono piazzati sul gradino più alto del podio ed ora sono alla fase conclusiva di un'attesa durata due anni, la presenza al mondiale.


La preparazione a questa competizione è lunga e sopratutto costosa, non solo economicamente, ma in termini di ore passate a preparare al meglio le routine nel caso di gara barista e di assaggi nel caso di cup tasting, ore sottratte al divertimento, alla compagnia di amici per una passione sana e forte.


Il covid ha voluto che inizialmente prevista in Australia la gara sia stata spostata a Milano durante lo svolgimento della fiera internazionale di Host dal 21 al 26 ottobre 2021.


Mentre scrivo ragazzi di tutto il mondo sono già da parecchi giorni a Milano per partecipare alle gare Barista, Cup Tasting e Brewers, mentre le altre specialità si svolgeranno in altri paesi e in altre date.


Vincere è molto, molto difficile, solamente due italiani ci sono riusciti:

  • Rubens Gardelli nel 2017 a Guanzhou in Cina ha vinto la gara di roasting

  • Manuela Fensore nel 2019 a Berlino si aggiudicata il titolo mondiale di latte art.


Quando ho visto la gara di Daniele ieri, mi è venuta voglia di scrivere questo post, non sarà interessante per molti, lo è per noi e in realtà dovrebbe esserlo anche per te che un domani potresti trovarti davanti un ragazzo che ha scelto di fare il barista non come ripiego, ma come professione perché magari conosce Daniele o Fabio è appassionato e fiero di ciò ti servirà, un caffè estratto e servito al meglio.


Non sono eroi, non salvano vite, ma mettono tutta la loro passione, la loro vita, quelle delle persone a loro vicine ed il loro futuro in questo settore che ogni giorno serve milioni di caffè, che fa parte della nostra cultura, che ci dà sollievo e sprint ogni mattina.


E’ un mondo bellissimo e sono felice di farne parte, di lottare ogni giorno con il mio team, perché tu possa bere, non solo al Checchi, un caffè di qualità.


Per questo ringrazio Daniele e Fabio adesso prima che abbiano terminato le competizioni, perché per me, per noi, siete già dei campioni.


Grazie Daniele, grazie Fabio e grazie a tutti i ragazzi che sono a Milano e combatteranno con voi e non contro di voi per vincere e portare il loro contributo al mondo dello Specialty Coffee.


Forza Brescia, Forza Ragazzi



















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